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Fin dall’antichità
l’uomo ha sfruttato i materiali e le conoscenze a sua
disposizione per tentare di neutralizzare i colpi del nemico.
Egizi, Assiri, Greci e Romani furono
solo alcuni dei popoli che, in Oriente così come in
Occidente, introdussero e svilupparono armature, scudi
ed elmi.
Il XV secolo vide
l’avvento dell’armatura integrale,
di cui l’elmo, nelle sue numerose varianti
e con funzioni di protezione ed ornamento, ne era parte fondamentale.
Tuttavia l’avvento delle armi
da fuoco nel XVI secolo segnò
l’inizio del declino dell’armatura che nella sua
forma integrale restò come indumento cerimoniale per
nobili e reali.
L’elmo di metallo
continuò ad evolvere la propria forma, ma anch’esso,
col passare del tempo, assunse valore più ornamentale
che di protezione.
É all’inizio del XX
secolo, allo scoppio della Prima Guerra Mondiale,
che l’idea di proteggere la testa dei soldati riprende
vigore, a causa dell’elevato numero di vittime provocate
dal nuovo tipo di guerra che si combatte sui campi europei,
ridisegnati e trasformati in paesaggi lunari mortali dal fuoco
delle artiglierie.
Dopo gli esperimenti della cervelière
francese e dell’elmo dell'Armata Gaede tedesco,
e sebbene si riveli impossibile abbinare
le caratteristiche anti-proiettile a quelle
di comodità e funzionalità,
ecco che le affinate tecniche metallurgiche dell’era
industriale producono il casque M15 Adrian, il Brodie
e lo stahlhelm M16.
Rifacendosi alle forme del passato,
questi profili domineranno le guerre dei decenni futuri
e daranno impeto allo sviluppo di nuove forme
e nuovi materiali.
É dalla rinascita dell’elmo,
dal nuovo desiderio perennemente frustrato di difendere l’uomo
da sé stesso, che questo sito comincia ad osservare
il collezionismo degli elmetti da combattimento che hanno
partecipato ai conflitti degli ultimi novant’anni.
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